1984Susanna116x89

Susanna, 1984

Susanna, 1984
olio su tela, 116 x 89 cm
firmato Ajmone in basso a destra
Collezione privata

Esposizioni: Palazzo dei Diamanti, Ferrara 1984.
Bibliografia: Bonini 1984, p. 45 e ill. n. 83, p. 112.

Se l’intento era quello di rappresentare il racconto biblico, allora possiamo dire che l’attenzione del pittore si è riversata tutta sulla donna invece che sui suoi viscidi corteggiatori. Quella che Ajmone ci mostra è una Susanna consenziente, intenta a baciare con trasporto un uomo o, come narra il racconto, uno dei vecchioni, ridotto però a un semplice profilo. L’artista mette in luce la sensualità del corpo di Susanna, la pienezza delle sue carni, ma, cancellandone il volto, la fa diventare l’immagine di tutte le donne. Ed è una Susanna moderna, che non si lascia violare, che caso mai seduce e il cui corpo, nella parte bassa, viene inghiottito dalle pennellate che colorano le coltri.
Di questi nudi degli anni Ottanta scrive Dell’Acqua: “nel riprendere e approfondire il tema del nudo isolato in uno spazio, egli ha avvertito la necessità di confrontarsi sul piano della pittura che gli è proprio con le soluzioni offerte di consimili temi da alcuni protagonisti dell’arte moderna: non già da un Bacon, a lui fondamentalmente estraneo, e nemmeno del più congeniale Giacometti, ma piuttosto da maestri del tardo Ottocento europeo. Un nome più volte affacciato dalla critica, per taluni effetti di bravura e di guizzante plasticità, è quello del ferrarese – parigino Boldini; ma per le opere attuali, costituenti un ciclo di evidente novità e forte unità stilistica, le ascendenze vanno presumibilmente cercate altrove, in Edouard Manet […] e a Degas”. In altre parole, ritornano le tracce di quella pittura francese che Ajmone ha sempre amato, anche se nelle ambientazioni e nei colori resta tangibile una sottile vena di suspense, come se qualcosa di terribile stesse per accadere.

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