Danae

popolare 

 nudo / Posted 7 mesi ago by Associazione Giuseppe Ajmone

“Danae, un connubio di bellezza ed angoscia, dove ritornano i toni cupi e le ambientazioni noir, oltre che corpi straziati”, ha scritto Carluccio.1 Di per sé la storia di Danae non ha nulla di così violento, se non che viene rinchiusa dal padre Anchise in una torre dove Zeus la possiede sotto forma di pioggia d’oro. Il tema, che solitamente viene trattato nella pittura per la sua seduzione e la sua voluttà (ne è un esempio il bel quadro di Klimt), in Ajmone diventa tutta un’altra cosa. È vero che anche nel dipinto di Ajmone il corpo della Danae, circondato da un velo lattiginoso, pare offrirsi con generosità, ma quelle pennellate scure che ne cancellano il volto rendono la scena veramente poco sensuale.

Non è sbagliato pensare che il pittore sesiano si sia lasciato ispirare dalla Danae di Rembrandt, un quadro che nel 1985, ovvero pochi anni prima che Ajmone dipingesse il suo, era stato deturpato con dell’acido, ma della composizione del maestro di Leida il piemontese tiene solo la sensualità del procace corpo e una leggera aria di cospirazione, ne cancella però la luce d’oro e con essa la presenza divina. La Danae di Ajmone non è una venere e nemmeno una dea, è una donna profana e ha una storia tutta umana.

Rembrandt era un altro dei punti di riferimento di Ajmone e ogni qualvolta lo vedeva era preso dalla commozione: “Ero al Rijksmuseum con Lavagnino […] ho cominciato a piangere quando sono entrato e ho finito quando sono uscito. È bestiale. È un racconto di tormento personale che ti prende da ragazzo e ti porta fino alla tomba. È bestiale. Pensa solo alla materia. lui la faceva in un modo molto curioso. Prima stendeva il bianco sotto, molto spesso, poi lo graffiava con il ferro, con la spatola e poi andava a velature ed è curiosissimo. Perché la materia resta di velatura ma non glacé, come dicono i francesi, cioè con quella superficie di caramella. […] ti fa le donne che pisciano a gambe larghe e poi gli autoritratti che ti tolgono il fiato”.2

 

1 L. Carluccio, “Panorama”, Milano, 1 marzo 1977.

2 Cfr. Astrologo, op. cit, p. 9.
  • anno : 1991
  • titolo : Danae
  • tecnica e supporto : olio su tela
  • dimensioni : 65 x 81 cm
  • firma : firmato Ajmone in basso a destra
  • localizzazione : collezione privata
  • Esposizioni : Galleria Bergamini, Milano 1992.
  • Bibliografia : catalogo mostra Galleria Bergamini, Milano 1992, ill. n. 7.

Comments are closed.