Interno

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 nudo / Posted 7 mesi ago by Associazione Giuseppe Ajmone

L’insistente reiterazione del nudo femminile nella pittura di Ajmone si organizza in cicli e in sequenze che hanno una tale quantità di variabili da non permettergli alcune ripetizione, come lucidamente ammette l’artista stesso rievocando i momenti iniziali del suo interesse per il nudo: “l’analisi di questa forma nuova coinvolgeva una tale serie di osservazioni e diventava così intrigante da richiedere continui approfondimenti”.1

E dopo cinquant’anni di esercizio l’interesse non si è ancora esaurito. Anzi, si direbbe che con gli anni Novanta la passione per il nudo si rinvigorisce fino a toccare livelli altissimi. Come accade in questo Interno, dove un corpo prono è disteso su un bozzolo di pannellate bianche, mentre tutt’intorno l’aria si accende di fiammate rosso sangue, come lapilli che cadono e si smorzano solo quando trovano l’acqua di un fiume. È un colore pericoloso, ma anche magnetico e del resto, come ricorda lo stesso Ajmone, “un colore non è mai bello di per sé, diventa tale se ne ha un altro accanto che lo eccita, che lo modifica, che gli dà significato”.2

Ancora una volta, il volto è cancellato da un vortice di colpi di pennello bianchi e rossi, mentre il resto del corpo, pieno e arrotondato, tradisce la giovane età. Eppure, è come se la donna su quel cumulo bianco si fosse arenata, portatavi dalla corrente del fiume che ancora le lambisce i piedi.

 

1 G. Ajmone, in Rosci 1995, p. 20.

2 G. Ajmone, in Bonini 1984, p. 22.
  • anno : 1993
  • titolo : Interno
  • tecnica e supporto : olio su tela
  • dimensioni : 105 x 144 cm
  • firma : firmato G. Ajmone in basso a destra
  • localizzazione : collezione privata
  • Esposizioni : Montrasio Arte, Monza 1994; Galleria Marini, Milano 2014.
  • Bibliografia : A. Crespi 1994, Catalogo Tav. 2; Pontiggia 2014, ill. n. 34.

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