1 maggio 2025
Carissimi Tutti, buon 1° maggio. “L’Italia è un Repubblica democratica fondata sul lavoro” Il reato più grave di un cittadino dovrebbe essere disattendere questo principio fondamentale con cui esordisce la nostra Costituzione nata dall’impegno e dalla lotta di molti per il bene di ognuno. Se il lavoro rappresenta le fondamenta della nostra Repubblica, come non prendersene cura? Sarebbe come non prendersi cura delle fondamenta nella costruzione di una casa. Il lavoro, quindi, è il primo passo, il primo scalino. Ricordo la prima lezione di Andrea Daziano, mio professore di storia e filosofia al liceo, che ha assegnato a ciascuno di noi il compito di lavorare su
25 aprile 2025
Carissimi tutti, buon 25 aprile. L’augurio vi giunga con questa immagine per quante imboscate, quante battaglie, quanto sangue sparso dei partigiani caduti in nome della libertà, le colline hanno visto. Penso che sia irriverente nei confronti di chi ha rischiato o perso la vita per garantire un diritto agli altri, a tutti noi, consigliare “sobrietà” nel manifestare riconoscenza da parte dei cittadini di oggi che godono del privilegio della libertà. La collina, 1944 Non è bello propagandare disimpegno, né nei confronti di quei pochi partigiani ancora in vita, né nei confronti delle persone mature che per 80 anni hanno goduto della libertà conquistata con la
8 aprile 2025
Ricorre oggi, 8 aprile, il ventesimo anniversario della morte di Giuseppe Ajmone. Ho piacere di condividerne il ricordo con l’immagine di un’opera, La scoperta del corpo, presentata come pezzo centrale della mostra di nudi alla galleria Bergamini nel 1992 e con la lettera indirizzata da mio padre a Giulio Bergamini, riportata in catalogo. Natalia Ajmone Caro Giulio, eravamo nell’autunno del 1941 e la grande aula d’affresco di Funi in Brera
1 gennaio 2025, buon anno
Carissimi tutti, buon anno! Non so da quale suggestione sia nato questo dipinto, ma l’ho scelto per accompagnare i miei auguri di buon anno nuovo perché ci trovo dentro un’aria di tempo sospeso, una sensazione di attesa. Le tre fanciulle evocano le Grazie - figure del mito, civilizzatrici del genere umano che si muovono in eterno in uno spazio fiabesco - e insieme le tre giovani donne colte, sia pure poeticamente, in atteggiamenti del tutto naturali, ci trasportano in un tempo più vicino, in un paesaggio reale, sulla riva di un fiume familiare e amato, dove ritroviamo tutte le costanti della

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