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  Ritratto compiuto un 1 maggio non per dissacrare la Festa dei lavoratori, ma al contrario per sancire che il lavoro stesso è una festa.     Una festa è entrare ogni mattina nello studio lasciato in perfetto ordine la sera precedente e ritrovare quel sentore di trementina e gli strumenti  tutti pronti all’uso sapiente che se ne farà.   È la festa dell’artigiano che conosce bene il suo mestiere, che sa, e che sarà appagato, nonostante la fatica, o forse proprio grazie a questa, dall’opera compiuta.   E una festa dovrebbe essere per tutti gli studenti, piccoli e grandi, entrare in un’aula insieme ai loro compagni e imparare

  “L’acciaio delle armi gli ustionava le mani, il vento lo spingeva da dietro con una mano inintermittente, sprezzante e defenestrante, i piedi danzavano perigliosamente sul ghiaccio affilato. Ma egli amò tutto quello, notte e vento, buio e ghiaccio, e la lontananza e la meschinità della sua destinazione, perché tutti erano i vitali e solenni attributi della libertà” Beppe Fenoglio, Il partigiano Johnny.     Oggi per noi riecheggiano anche parole più lontane : […] NATURA. Tu mostri non aver posto mente che la vita di quest’universo è un perpetuo circuito di produzione e distruzione, collegate ambedue tra se di maniera, che ciascheduna serve continuamente all’altra, ed

dal 8 maggio al 12 luglio 2018 Nell’80° anniversario del movimento Corrente la Fondazione Corrente ricorda il rapporto tra Giuseppe Ajmone e diversi pittori del movimento. I vivaci fermenti che seguono la Liberazione, seppur gravidi di conflittualità e di idealizzazioni, portano un gruppetto di ventenni (anno più, anno meno), uniti da un comune sentire che aveva i suoi presupposti artistici nell’esperienza di Corrente, a fondare una nuova compagine e a redigere un manifesto programmatico dal nome eloquente e propulsivo: Oltre Guernica. A firmarlo sono Ennio Morlotti, Emilio Vedova, Giovanni Testori, Giuseppe Ajmone a cui si aggiungono Rinaldo Bergolli, Gianni Dova, Cesare Peverelli, Giovanni

  L’unica cosa che mi interessa veramente è la pittura. Tutto il resto lo rimando   Per Giuseppe Ajmone (1923-2005) pittura e vita scorrono su binari paralleli, eppure, anche se molto vicine, procedono a velocità diverse e, soprattutto, ad intensità diverse. Si guardano, si sfiorano, difficilmente si fondono e quasi mai si confondono. Prima di tutto perché Ajmone vede la vita come una sequenza di atti mi, di momenti distinti , come un susseguirsi di episodi o, se si vuole, come una cronaca di giorni; la pittura invece è storia, ovvero un racconto che si dilata, che si scontorna, che si sofferma sul tutto

18 maggio / 4 luglio 2020
galleria rubin, milano

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