Image Alt

Right Sidebar

Carissimi tutti, per portarvi gli auguri in questo tempo di Pasqua inquieto e sospeso ho scelto due immagini.     La prima, un quadro capolavoro, denuncia di storiche, insensate crudeltà, dalle tinte buie e livide della morte.   La seconda un'immagine di vita. Un'idilliaca visione ispirata dai versi di At-Taliq in cui gli elementi della natura si trasfondono in sembianze amate e diventano un tutt'uno di luce e di colore.         La morte e il rifiorire. Che la mia scelta e il mio pensiero siano di buon auspicio.   Buona Pasqua Natalia

Carissimi tutti, buon anno! Per trasmettervi i miei auguri ho scelto un’immagine e un testo. L’immagine riproduce un olio su tela intitolato Omaggio a Ovidio dipinto nel 1999 sulla soglia, dunque, del nuovo millennio. Ovidio, che nei suoi versi congiunge sapientemente arte poetica e arte figurata e che col plastico racconto del passaggio da una condizione a un’altra incanta e consola, merita l’omaggio del pittore. Il testo di Ajmone - tra i firmatari del Manifesto del Realismo - appare nel marzo 1946 su “Numero” (periodico mensile di arte e letteratura) con un titolo significativo   Che cosa ci rimane? di Giuseppe Ajmone   Abbiamo dietro le spalle una pittura

  Ritratto compiuto un 1 maggio non per dissacrare la Festa dei lavoratori, ma al contrario per sancire che il lavoro stesso è una festa.     Una festa è entrare ogni mattina nello studio lasciato in perfetto ordine la sera precedente e ritrovare quel sentore di trementina e gli strumenti  tutti pronti all’uso sapiente che se ne farà.   È la festa dell’artigiano che conosce bene il suo mestiere, che sa, e che sarà appagato, nonostante la fatica, o forse proprio grazie a questa, dall’opera compiuta.   E una festa dovrebbe essere per tutti gli studenti, piccoli e grandi, entrare in un’aula insieme ai loro compagni e imparare

  “L’acciaio delle armi gli ustionava le mani, il vento lo spingeva da dietro con una mano inintermittente, sprezzante e defenestrante, i piedi danzavano perigliosamente sul ghiaccio affilato. Ma egli amò tutto quello, notte e vento, buio e ghiaccio, e la lontananza e la meschinità della sua destinazione, perché tutti erano i vitali e solenni attributi della libertà” Beppe Fenoglio, Il partigiano Johnny.     Oggi per noi riecheggiano anche parole più lontane : […] NATURA. Tu mostri non aver posto mente che la vita di quest’universo è un perpetuo circuito di produzione e distruzione, collegate ambedue tra se di maniera, che ciascheduna serve continuamente all’altra, ed

18 maggio / 4 luglio 2020
galleria rubin, milano

via Santa Marta, 10 - Milano
+39.02.89096921
info@galleriarubin.com